L'ATTICO
collaborazione con la galleria d'arte
di Fabio Sargentini

 

[…] «Giancarlo Celli aveva portato avanti un altro esperimento intitolato Da zero a uno in cui il rapporto tra pubblico e spettacolo era esasperato. Non c’era più una struttura preordinata. Partiva da una vera assemblea teatrale. Il numero degli attori era infatti determinato dal numero del pubblico. Se c’era uno spettatore, c’era un attore; due spettatori, due attori, e così via. Tutto era paritario. Questo ha creato una profondissima crisi e rottura. Il gruppo teatrale originario si sciolse. Quindi ci fu la necessità di cercare dei nuovi collaboratori.
Così proposi a Giancarlo di andare a cercare all’Accademia di Belle Arti tra artisti e scenografi. Io ero molto coinvolto. Sempre con Celli un’estate siamo andati a fare una tournée viaggiante.

Ci fermavamo per strada e simulavamo degli incidenti usando delle sagome di legno che mettevamo in mezzo alla strada. Succedeva un casino. Poi facevo finta di essere uno della Croce Rossa. Era un vero teatro di strada, provocatorio. Comunque a Giancarlo proposi di andare a trovare dei nuovi attori all’Accademia. Lì ho cominciato ad approfondire la conoscenza di Kounellis, Mattiacci e tutto il mondo che girava intorno alla Galleria L'Attico.

Quindi cominci a frequentare l’Attico in quel momento lì?
Sì, praticamente dopo la morte di Pascali. Pascali l’avevo visto una volta a via Ripetta mentre uscivo dall’Accademia con amici artisti come Mimmo Germanà e Gino de Dominicis, che era allievo per modo dire.

Scrittura scenica n.14, 1976 - Fabio Sargentini lettera a Simone Carella

[…] Hai frequentato i vari festival di teatro e danza all’Attico?
Sì. Avevo cominciato a collaborare con Fabio Sargentini facendo il factotum. Ho visto tutte le mostre. Dai cavalli di Kounellis all’asfaltatrice di Mattiacci alla macchina di Merz oltre tutti i vari festival.

Quindi hai conosciuto tutti gli artisti che hanno partecipato ai festival dell’Attico?
Certo. Charlemagne Palestine, Simone Forti, Trisha Brown, Deborah Hay, La Monte Young, Steve Paxton, Yvonne Rainer. Yvonne fece uno spettacolo pazzesco con Philip Glass. Venivano proiettare delle diapositive e loro due facevano azioni molto minimal.

Sargentini mi raccontava come in realtà non ci sia mai stato un vero dialogo con gli artisti locali…
E’ vero. Gli artisti italiani stavano sulle loro e li guardavano con sospetto perché la percepivano come una sottrazione di spazio.

In tutto questo il Beat72 già esisteva?
Sì. Il mio coinvolgimento diretto nel Beat72 avviene nel 1970, quindi in contemporanea all’esperienza dell’Attico.» […]

Luca Lo Pinto, "Romanzo di un giovane povero - Una conversazione con Simone Carella"Doppiozero, 2014


 

L'Attico
ANNI LUNARI
video documentario per i 50 anni della
galleria
L'Attico realizzato da

Fabio Sargentini (Galleria L'Attico),
Simone Carella (E-Theatre),

Paolo Grassini (VIDEOSET)
nel dicembre del 2007

 

 

 

Un percorso video attraverso i manifesti delle mostre e i documenti testimonia il lavoro di cinquant’anni dell’Attico che ha coinvolto pittori, scultori, danzatori, musicisti, poeti, attori, performer, filmaker.

_________MUSMA_________