FESTIVAL DEI POETI
PIAZZA DI SIENA - VILLA BORGHESE
Estate romana 21-31 luglio 1980

ideazione Simone Carella
in collaborazione con Mario Romano, Ulisse Benedetti, Cristina Delogu,

Paola Febbraro, Piero Lo Sardo, Jiga Melik, Angelo Pasquini

 

fra i poeti stranieri:
Amiri Baraka (LeRoi Jones), Iosif Brodskij, William Burroughs, Gregory Corso, Erich Fried, Allen Ginsberg, John Giorno, Desmond 'O GradyPeter Orlowsky, Anne Waldmann.
Della rappresentanza latino-americana, poeti provenienti dal Venezuela, Giamaica, Messico, Argentina e Nicaragua.

fra i poeti italiani: 
Dario Bellezza, Alfredo Giuliani, Armando Guiducci, Jolanda Insana, Giorgio Manacorda, Giulia Niccolai, Renzo Paris, Francesco Serrao, Adriano Spatola, Maria Luisa Spaziani, Mario Baudino, Patrizia Bettini, Edith Bruck, Giuseppe Conte, Ignazio Delogu, Bianca Maria Frabotta, Rosanna Guerrini, Vivian Lamarque, Arrigo Lora-Totino, Nico Orengo, Daniela Ripetti, Amelia Rosselli, Silvia Battisti, Mariella Bettarini, Michelangelo Coviello, Roberto De Angelis, Tommaso Di Ciaula, Attilio Lolini, Anna Malfaiera, Anna Mongiardo, Paolo Morelli, Sandra Petrignani, Paolo Prestigiacomo, Gino Scartaghiande, Gabriella Sica, Mara Alessi, Rosita Copioli, Marco Gherardi, Francesco Leonetti, Dacia Maraini, Antonio Porta, Giulio Stocchi, Sebastiano Vassalli, Valentino Zeichen

[...] «"Dicono che sono successe scene incredibili, che sono volate bucce di cocomero, parolacce". Un massacro con licenza. Un equivoco cui il cinismo degli organizzatori del festival, l'ambiguità di questo linguaggio d'avanguardia, ritradotto su scala e ad uso dei mass-media lasciano ampio spazio.  Ma è uno stato d'animo strisciante, che sfugge al colpo d'occhio dal palco. Sopra quelli del Beat72 valutano soddisfatti il mare di teste, diecimila e forse più, che si allarga oltre il prato, verso le gradinate. Tognazzi ha rinunciato, Villaggio, dov'è Villaggio?  Ecco è arrivato. Nessun problema. Una scaletta concordata al volo. Comincia Benigni. Fuori uno. Per quanto? Finché regge. E Benigni regge che è una meraviglia. [...] Per molti è un "alto gradimento" più dilatato, per altri, le frange meno allineate, come una vignetta del Male più castigata del solito. E ora come sostituirlo? Villaggio, pallido, tirato fa i conti del prestigio e dei milioni che metterebbe in gioco. "Qui che ci sto a fare. Sono un attore di cinema ormai". E allora si butta avanti Victor Cavallo. Chi è? La sua è una fama per iniziati. Starlo a sentire un rischio che questo pubblico, vorace di emozioni già note, non vuole correre. E poi - si mormora alle prime battute - non fa ridere, non vuole far ridere. Volano fischi, qualche lattina di birra, insulti. E a sfogare quell'astio così eccessivo, crudele sono anche signori in giacca e cravatta, anche molti giovani di cui Cavallo mette in scena senza calcolo con la sua, la loro impotenza.  Una specie di linciaggio. Ma a colpi di boomerang, fanno a pezzi un attore che alla fine potrà uscire a testa alta ripagato, se non delle ferite, della provocazione che ha innescato». [...]

Danilo Maestosi, " Il linciaggio di un attore", Paese Sera , 28 luglio 1980 


[...] «Peccato per chi non è venuto o non ha voluto capire. La maggior parte degli intellettuali capitati in una delle 4 sere dedicate alla poesia (li ho visti con i miei occhi), erano lì per fare della mondanità e accusare la manifestazione di essere mondana. Altri hanno arricciato il naso in nome di non si sa chi. Gli stessi poeti italiani, una volta esibitisi, si  sono ben guardati dall'informarsi (non dico di più) e dal seguire le prove dei loro colleghi al contrario di LeRoi Jones, per esempio, che ha ascoltato attentamente tutte le letture. L'egocentrismo è il vero, provinciale vizio, della poesia italiana. Aldilà di questo conserveremo a lungo le immagini, ironiche e appassionate, di Barker, di Brodskij, LeRoi Jones, O'Grady, Gelman, Cuadra, Mac Clure, Burroughs.  E, tra gli italiani, Spatola, Conte, Giuliani, Porta, Manacorda, Paris, Leonetti e Lamarque.
Non fosse che per le loro letture e le poetiche invenzioni scenografiche di Simone Carella il festival è stato magnifico». 

Franco Cordelli, "Cordelli: 'Le sere che  ricorderemo'", Corriere della Sera, 1 Agosto 1980
Il Messaggero - G.Del Re